Cosa fa l’UE per i cittadini

TAV, INFRASTRUTTURE E L’EUROPA
Sì alla Tav, sì alle infrastrutture, sì alla crescita». È il messaggio che il mondo della produzione e molti associazioni civili e politiche stanno sostenendo per l’importante collegamento ferroviario Torino Lione . Tutti questi si rendono conto di quanto siano importanti i collegamenti e le sovrastrutture per fare l’ Italia protagonista, forte e competitiva, con un ruolo centrale e non periferico in Europa e nel mondo.
Il mondo economico, sostenuto anche da molte forze politiche, ha spiegato in 12 punti le ragioni per cui la costruzione della nuova linea TAV non deve essere interrotta. Per leggere 12 punti ecco perché sì alla TAV clicca qui
La verità e’ che in un’Europa che vuole diventare uno spazio in cui merci e persone circolano sempre più velocemente e sempre più liberamente, la rete di infrastrutture fisiche e digitali che ne collega i vari Paesi assume un’importanza fondamentale.
Dobbiamo avere tutto questo presente quando parliamo dell’importanza dell’UE nelle prossime Elezioni del 26 Maggio.
Per spiegare l’importanza dei corridoi europei e delle grandi opere, per far capire che una Rete comune di infrastrutture logistiche e di trasporto è essenziale per l’economia dell’Italia e dell’Unione europea leggi qui


Immatricolazione dell’automobile in un altro paese dell’UE

Trasferirsi per lavoro in un Paese dell’Unione Europea è un passaggio obbligato per molti Italiani e lo e’ stato per quasi tutti noi Italiani residenti in Lussemburgo. Alcuni di Noi si sono trasferiti per un periodo lungo mentre altri prevedono il rientro nei prossimi 3-5 anni
Nonostante il principio di libera circolazione di persone e cose nella UE alcuni limiti evidenti sono tuttora presenti per quanto riguarda il trasferimento dell’Autovettura e della Patente di guida.
A dir il vero per la patente di guida la situazione e’ più semplice e si pone quando la patente scade, viene distrutta o si perde. In questo caso bisogna rinnovarla nel paese di residenza abituale.
Per la macchina l’immatricolazione è più complessa e la soluzione abbastanza costosa. Si calcola che fatta tramite agenzia il costo per una immatricolazione si aggiri intorno ai 1500 Euro.
Alla base di questi obblighi di nuova immatricolazione ci sono differenze normative e imposizioni fiscali diverse all’interno dell’UE che regolano la circolazione dell’Auto di cui le principali:
• Il periodo di revisione obbligatorio
• Criteri di registrazione dell’Auto nel pubblico registro
• Le imposte sull’auto
• Le Classi di emissione autorizzate a circolare
Tutte differenze che possono essere standardizzate con una normativa uguale per tutti ed Europea
Solo con un’Europa forte e coesa si può ottenere una regolamentazione Europea che faciliti la circolazione dell’automobile e riduca i costi che migliaia di cittadini Europei devono supportare per gli spostamenti di lavoro all’interno dell’Unione Europea.
La regola fondamentale per l’immatricolazione auto all’estero è che l’immatricolazione del veicolo di cui si è proprietari segue la residenza fiscale che si stabilisce.
Altro fattore da tener presente, per un’auto registrata in uno Stato diverso dall’Italia, l’assicurazione Rc-Auto stipulata non è valida, occorre contrarne una nuova con un compagnia autorizzata a operare nel territorio in cui si è registrata la vettura. Questo vale anche per le auto che vengono immatricolate all’estero, perché si è trasferita la residenza fiscale, ma restano per una qualunque ragione in Italia.
Paese di immatricolazione e Paese di copertura assicurativa devono necessariamente coincidere.
Per cui se si ha una assicurazione rinnovata solo di alcuni mesi si e’ costretti a farne un’altra nel nuovo paese di residenza senza poter avere nessun rimborso di quella precedente.
Le procedure di immatricolazione hanno una certa omogeneità non soltanto normativa ma anche burocratica nelle nazioni che ricadono nell’Unione. Tutti gli stati dell’UE, solitamente, richiedono una nuova immatricolazione per i veicoli che debbano circolare nei propri confini, se il proprietario decide di trasferirsi per un tempo superiore ai sei mesi o a 185 giorni. Ed è anche questo il termine che le amministrazioni concedono per regolarizzare la posizione del veicolo.
E’ un periodo di transizione che però si limita a un mese in Francia , Austria e 2 mesi in Italia dopo il decreto sicurezza del Novembre 2018. L’obbligo scatta dal momento dell’iscrizione all’Anagrafe degli Italiani residenti all’estero.
Per saperne di più su Italiani all’estero (AIRE): immatricolazione e assicurazione veicoli clicca qui
Una modifica introdotta nel Codice della Strada per via del Decreto Sicurezza del 20 Novembre 2018, stabilisce che le auto con targa straniera non possono circolare in Italia, se a guidarle sono cittadini italiani non regolarmente iscritti all’Anagrafe per i residenti all’estero.
La nuova legge ha infatti stabilito che i residenti in Italia da più di sessanta giorni non possono guidare un mezzo immatricolato all’estero anche se facente parte dell’Unione Europea. Tutte le persone che vivono all’estero senza essersi regolarmente registrati e hanno una macchina immatricolata nel luogo di residenza o del paese straniero a confine non potranno quindi più guidare il proprio veicolo in Italia.
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L’Unione europea reca vantaggi ai cittadini, adoperandosi a favore della pace e della prosperità. Contribuisce a salvaguardare i nostri diritti politici, sociali ed economici fondamentali Anche se talvolta vengono dati per scontati, questi vantaggi migliorano la nostra vita quotidiana.
Gli obiettivi dell’Unione europea sono:
• promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi cittadini
• offrire libertà, sicurezza e giustizia, senza frontiere interne
• favorire lo sviluppo sostenibile basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un’economia di mercato altamente competitiva, con la piena occupazione e il progresso sociale, e la protezione dell’ambiente
• lottare contro l’esclusione sociale e la discriminazione
• promuovere il progresso scientifico e tecnologico
• rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale e la solidarietà tra gli Stati membri
• rispettare la ricchezza della sua diversità culturale e linguistica
• istituire un’Unione economica e monetaria con l’euro come moneta unica.


5 anni in Europa

Siamo entrati nell’Europarlamento con un mandato preciso da parte degli italiani: combattere le politiche di austerità, favorire la crescita e lo sviluppo, avvicinare l’Europa ai cittadini e darle un‘anima più democratica e sociale. Questo è il risultato di 5 anni di lavoro della delegazione PD al Parlamento europeo, all’interno del Gruppo S&D.