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Emigrazione e Immigrazione alcuni dati
Negli ultimi tempi anni, parlando di immigrazione , ci si riferisce in particolar modo ai flussi migratori che hanno interessano il Mediterraneo, ma si possono facilmente fare dei paralleli storici. Anche gli italiani sono stati un tempo emigranti e quindi furono immigrati per altri paesi, in particolare America e Argentina. Il punto è che i popoli da sempre si sono spostati da una parte all’altra del mondo, in cerca di migliori condizioni di vita. Guerra e povertà sono le prime cause. Certo, vedere immigrati ai bordi delle strade, accampati alla stazione o nei giardini pubblici, genera, oltre che degrado, una certa ansia, perché sappiamo quanto la disperazione sia pericolosa, ma al tempo stesso ci chiede aiuto e, per darlo, dobbiamo pensare a delle soluzioni.
Soluzioni che coinvolgono il nostro atteggiamento individuale , ma che soprattutto richiedono una politica sull’immigrazione in Italia e unitaria con gli altri paesi d’Europa.
L’Immigrazione Irregolare ha avuto un picco verso l’Europa tra il 2014 e il 2017, molti paesi dell’Europa occidentale hanno cominciato a restringere i diritti riservati ai richiedenti asilo. Ma cosa succede quando un governo riduce il livello di protezione riservato ai richiedenti asilo, pur non essendo capace di aumentare i rimpatri verso i paesi di origine? La risposta è semplice: aumentano gli stranieri senza permesso di soggiorno presenti sul territorio. Ed è esattamente ciò che sta succedendo in Italia.
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Se la cosiddetta “emergenza immigrazione”, con i suoi drammi umani e le sue polemiche politiche, occupa le prime pagine dei giornali, c’è un altro fenomeno migratorio in Italia più consistente ma più trascurato: l’emigrazione degli italiani. Chi espatria, va principalmente in Europa e se fino al 2002 il 51% degli emigrati con più di 25 anni aveva al massimo la licenza media, ora quasi un terzo sono laureati. Questa “fuga di cervelli” per il Paese rappresenta una perdita in tutti i sensi.
Nel 2018 degli oltre 128mila connazionali che hanno lasciato l’Italia, oltre 24mila erano minori (il 19,7% del totale, di cui il 16,6% con meno di 14 anni e ben l’11,5% con meno di 10), significa che la mobilità è entrata in maniera dirompente nell’esperienza di vita delle nuove generazioni.
Vuole anche dire che l’Italia, oltre che cervelli (altri 48mila, tra i 18 e i 34 anni, nel 2018) sta cominciando a perdere futuro
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In che cosa si differenzia dagli altri periodi storici la nuova emigrazione? Innanzitutto dalla provenienza: quasi il 70% dei nuovi migranti italiani proviene da una regione del Nord o del Centro del Paese, il che capovolge la tradizionale geografia dell’emigrazione dal Mezzogiorno.
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